“Unirai–Figec Cisal prende atto con interesse del comunicato sindacale Usigrai diffuso nella giornata di ieri, nel quale si esprimono forti preoccupazioni in merito alla gestione dell’informazione Rai in vista del prossimo referendum sulla giustizia e alla mancanza di organismi di vigilanza parlamentare.
Alla luce delle immagini, dei video e delle fotografie diffuse da agenzie di stampa, quotidiani nazionali e bacheche social di forze politiche, che ritraggono un vicedirettore Rai e conduttore di punta partecipare pubblicamente a un’iniziativa politico-referendaria schierata per il “No”, Unirai–Figec Cisal si chiede se le preoccupazioni espresse da Usigrai riguardino anche questo genere di esposizione e se non venga ritenuto potenzialmente lesivo dei principi di imparzialità, terzietà e credibilità del Servizio Pubblico il fatto che dirigenti e volti noti della Rai, investiti di ruoli apicali e di forte riconoscibilità presso il pubblico, partecipino attivamente a campagne politiche e referendarie, assumendo posizioni esplicite su temi di rilevanza costituzionale.
Se la Rai – come giustamente affermato – non può fare a meno della Vigilanza, allora non può nemmeno permettersi zone grigie in cui l’informazione rischia di confondersi con la militanza politica, né tantomeno affidare la tutela del pluralismo a interpretazioni soggettive.
Unirai–Figec Cisal chiede inoltre all’Azienda di chiarire se la partecipazione di un vicedirettore e conduttore all’iniziativa in questione sia avvenuta previa autorizzazione, e secondo quali criteri vengano valutate la compatibilità e l’opportunità di simili presenze pubbliche da parte di dirigenti Rai”, così in una nota il sindacato Unirai Figec-Cisal.